Il 27 febbraio 2026 OpenAI annuncia l'accordo con il Pentagono per fornire tecnologie di intelligenza artificiale in contesti militari classificati. L'intesa arriva poche ore dopo che Donald Trump ordina alle agenzie federali di interrompere l'uso di Anthropic, l'azienda rivale che aveva rifiutato di firmare senza garanzie esplicite contro sorveglianza domestica e armi autonome letali. Sam Altman dichiara che OpenAI ha ottenuto le stesse protezioni che Anthropic voleva, ma in modo più efficace. Il problema è che il contratto completo resta segreto.
🔍 Le linee rosse dichiarate da OpenAI
OpenAI comunica pubblicamente tre principi fondamentali che guiderebbero l'uso delle sue tecnologie da parte del Pentagono:
- nessuna sorveglianza domestica di massa sui cittadini americani
- nessun uso per armi autonome letali
- nessuna decisione automatizzata ad alto rischio, come sistemi di credito sociale
L'azienda sostiene di garantire questi limiti attraverso un'architettura cloud-only, un sistema tecnico di controllo interno chiamato safety stack e la presenza di ingegneri OpenAI autorizzati che verificherebbero il rispetto delle regole. Il problema centrale emerge subito: OpenAI pubblica solo frammenti selezionati del contratto, non il testo completo. Gli osservatori devono quindi fidarsi delle dichiarazioni pubbliche senza poter verificare le clausole effettive.
⚠️ Le ambiguità del linguaggio contrattuale
Gli esperti legali della Electronic Frontier Foundation individuano immediatamente le criticità nel linguaggio pubblicato. Il contratto nella versione iniziale parla di "uso per tutti gli scopi leciti, coerente con le leggi applicabili" e cita esplicitamente FISA Act del 1978 ed Executive Order 12333, normative storicamente utilizzate per giustificare programmi di sorveglianza domestica di massa.
Termini come "intentionally" (intenzionalmente) e "deliberate" (deliberato) creano ampie scappatoie legali. Permettono infatti la cosiddetta sorveglianza "incidentale", la stessa tecnica che la NSA ha usato per anni per raccogliere comunicazioni di cittadini americani durante operazioni di intelligence su target stranieri. Come ha rivelato il caso Snowden nel 2013, quando il direttore dell'intelligence James Clapper negò sotto giuramento la raccolta dati di massa dicendo "not wittingly" (non consapevolmente), queste distinzioni linguistiche servono a mascherare pratiche di sorveglianza sistematica.
Il Pentagono acquista già dati commerciali di massa come geolocalizzazioni, cronologie di navigazione web e informazioni personali direttamente da data broker, senza necessità di mandato giudiziario. L'intelligenza artificiale potrebbe trasformare questi enormi database in profili dettagliati e insight predittivi sui cittadini.
📉 La reazione pubblica e le modifiche al contratto
La risposta degli utenti è immediata e drastica. Le disinstallazioni di ChatGPT aumentano del 295% nei giorni successivi all'annuncio. Dipendenti di OpenAI, organizzazioni per i diritti civili, esperti legali e semplici cittadini protestano contro quello che appare come un compromesso etico inaccettabile.
Il 2 marzo 2026, sotto pressione pubblica, Altman ammette pubblicamente: "Non avremmo dovuto affrettarci venerdì, sembrava opportunistico e approssimativo". OpenAI e il Pentagono modificano il contratto aggiungendo un divieto più esplicito sulla sorveglianza domestica e dichiarando che la NSA non potrà utilizzare i sistemi OpenAI senza un nuovo accordo specifico.
Il linguaggio aggiornato recita: "Coerentemente con le leggi applicabili, incluso il Quarto Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, il sistema AI non sarà utilizzato intenzionalmente per la sorveglianza domestica di cittadini e residenti USA". Viene aggiunta anche la precisazione che il divieto include "l'acquisizione o l'uso di informazioni personali o identificabili acquisite commercialmente".
🔒 Perché gli esperti restano scettici
The Intercept riassume efficacemente il problema centrale: senza il contratto completo, tutto si riduce a una questione di fiducia. Brad Carson, ex sottosegretario dell'Esercito durante l'amministrazione Obama, osserva che ciò che il governo considera legale e ciò che i cittadini comuni intendono per sorveglianza sono due cose completamente diverse.
Alan Rozenshtein, professore di diritto alla University of Minnesota, è ancora più diretto: "OpenAI non può chiarire nulla senza pubblicare il contratto completo. Chiedere al pubblico di fidarsi basandosi su frammenti selezionati non è sostenibile".
La questione diventa ancora più complessa considerando che il linguaggio modificato protegge solo "U.S. persons and nationals", lasciando probabilmente scoperti immigrati non permanenti e persone senza cittadinanza. Inoltre, termini come "tracking", "surveillance" e "monitoring" non vengono mai definiti nel materiale pubblico, lasciando aperte interpretazioni molto ampie.
Il precedente Anthropic dimostra chiaramente il potere di pressione del Pentagono: chi non accetta i termini governativi viene designato "rischio per la sicurezza nazionale", con conseguenze devastanti per il business. In questo contesto, quanto può essere davvero indipendente la verifica tecnica promessa da OpenAI?
La vicenda solleva una domanda fondamentale sulla governance dell'intelligenza artificiale: le protezioni dei diritti civili possono davvero dipendere da accordi privati e classificati tra aziende tecnologiche e apparati militari, o servono meccanismi democratici di controllo e trasparenza?
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