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L’archivio completo della newsletter: approfondimenti su privacy, GDPR, cybersecurity, blockchain, intelligenza artificiale e diritto digitale. Analisi normative, casi pratici e aggiornamenti dal mondo della protezione dati.

Mano regge uno smartphone con un video social e l'etichetta "AI-GENERATED", in un salotto luminoso
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Se usi l’IA per creare contenuti, dal 2 agosto devi dirlo: ecco cosa cambia con l’art. 50 dell’AI Act

L'intelligenza artificiale produce ormai volti e voci indistinguibili dal reale, ma chi la usa non sempre lo dichiara. L'art. 50 dell'AI Act prova a ricomporre la frattura tra libertà creativa e diritto di sapere, imponendo di segnalare ciò che è artificiale. Quanto reggerà questo obbligo di fronte a chi diffonde contenuti senza etichetta?
Mano che tocca uno smartphone con titolo "BREAKING" agganciato a un amo da pesca, metafora del clickbaiting come esca.
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Clicchi su un titolo sensazionale e la notizia non c’è: l’AGCM sanziona Sportitalia e dichiara il clickbaiting un dark pattern

Un titolo grida una notizia clamorosa, ma dietro il click resta spesso il vuoto tra un banner e l'altro. L'AGCM prova a ricomporre la frattura: la presentazione dei contenuti rientra nelle pratiche scorrette, perché anche il tempo e i dati dell'utente hanno un valore economico. Ma fin dove può spingersi il design di un'interfaccia prima di manipolare la scelta?
Adolescente di spalle usa un'app di chatbot AI dichiarando 15 anni su una verifica dell'età facilmente aggirabile.
Le News della Settimana, Tutti i Post

Verifica dell’età aggirabile e dati usati per addestrare l’AI: il Garante sanziona Character.AI per 158mila euro

Un'app che promette conversazioni con personaggi virtuali si scontra con una verifica dell'età superabile digitando una data di nascita falsa. Il Garante interviene ricordando che, pur senza uno standard tecnico unico, servono misure realmente efficaci a tutela dei più giovani. Fino a che punto queste soluzioni proteggono davvero i minori quando lo sbarramento resta una semplice casella da compilare?
Timer countdown digitale luminoso su interfaccia e-commerce che si ricarica invece di scadere, simbolo di falsa urgenza.
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Hai un e-commerce e usi il conto alla rovescia sugli sconti? L’AGCM spiega perché rischi fino a 10 milioni

Un timer che promette scarsità mentre l'offerta resta sempre disponibile: la pressione all'acquisto si scontra con il diritto a una scelta informata. La risposta non è vietare le promozioni, ma allineare tempi, prezzi e disponibilità a ciò che accade davvero. Fino a che punto un'interfaccia può orientare le decisioni prima di manipolarle?
Tabellone di stazione ferroviaria con la scritta "DELAYED" e simbolo di violazione dati, viaggiatori sfocati sullo sfondo.
I "Suggerimenti" del Garante, Tutti i Post

Trenitalia, il ritardo stavolta non è di un treno: 8 mesi per dire ai clienti che i loro dati erano stati rubati

Un attacco informatico va gestito in fretta, eppure la comunicazione ai clienti può arrivare quando ormai non serve più. La chiave sta nell'art. 34 del GDPR, che impone di avvisare gli interessati finché possono ancora difendersi. Ma quanto tempo è davvero necessario prima che il ritardo diventi ingiustificato?
Donna in strada con smartphone, query di ricerca Google convergono in un profilo digitale che invia dati a OpenAI, Bing e DuckDuckGo.
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Aperitivo, yoga, voli low cost: ecco come le tue query su Google ti identificano anche senza nome

Il Digital Markets Act spinge Google a condividere i dati di ricerca con i concorrenti per aprire il mercato, ma il GDPR pretende che quei dati restino davvero anonimi. Il punto d'incontro è la qualità tecnica dell'anonimizzazione, oggi messa in crisi dall'AI. Come si bilancia concorrenza e protezione del dato quando bastano due ore per risalire all'utente?
Mano regge smartphone con chat WhatsApp aperta accanto a sfera luminosa Meta AI su sfondo luminoso
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“Attiva subito la privacy avanzata o Meta AI leggerà le tue chat”: perché questo messaggio è falso

Un messaggio allarmistico invita ad attivare la "Privacy avanzata" per impedire a Meta AI di leggere le chat WhatsApp, mentre la crittografia end-to-end rende quell'accesso tecnicamente impossibile. Tra panico digitale e funzioni reali dell'app, la distinzione tra protezione dai membri del gruppo e protezione dall'IA chiarisce il quadro. Ma quanto incide la disinformazione virale sull'efficacia del consenso informato previsto dal GDPR?
SIM card Iliad con flusso di dati IMEI e contratti che fuoriescono verso uno spazio digitale d'ombra, accanto a uno smartphone acceso.
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11 milioni di clienti Iliad nel mirino: un hacker vende i loro dati sul dark web, ma l’azienda tace

Da una parte un operatore telco con 11 milioni di clienti che non conferma nulla, dall'altra un threat actor che mette in vendita un dataset apparentemente coerente. Tra le due posizioni si apre il vero terreno di gioco: gli obblighi di accertamento previsti dal GDPR e dalla direttiva NIS2, che non aspettano la certezza dell'attacco. Quanto può durare il silenzio quando i dati di milioni di utenti circolano già fuori dal perimetro aziendale?
Mano che tiene uno smartphone con feed social, flusso di dati luminosi diretto verso il logo Meta sullo sfondo.
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Dal 27 maggio Meta usa i tuoi post pubblici per addestrare l’AI: ecco perché il silenzio vale come un sì

Meta invoca il legittimo interesse per addestrare la propria AI con i contenuti pubblici degli utenti europei, mentre le autorità privacy e noyb chiedono un consenso esplicito e preventivo. Il punto di equilibrio passa dal diritto di opposizione e dalla sua effettività concreta. Ma quanto può reggere un modello opt-out di fronte alle regole del GDPR sulla libertà del consenso?
Creator in studio luminoso registra un video con smartphone su ring light, circondata da prodotti brand in omaggio e etichetta ADV sullo schermo.
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Influencer e pubblicità occulta: le FAQ AGCOM abbassano la soglia, ora basta un prodotto in regalo per far scattare le regole

Per anni l'influencer marketing ha vissuto in una zona grigia tra contenuto spontaneo e comunicazione commerciale, con disclosure spesso affidate a formule vaghe o a un semplice tag. Le FAQ AGCOM ridisegnano questo equilibrio applicando un criterio sostanziale: ogni vantaggio economico, anche un omaggio, qualifica il contenuto come pubblicità. Ma come si traducono questi principi nella quotidianità di brand, agenzie e creator?
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