⚖️ La fase 2 del Codice AGCOM per gli influencer
A maggio 2026 è entrata in vigore la seconda fase di enforcement del Codice di condotta AGCOM per gli influencer, adottato con delibera 197/25/CONS. Il provvedimento, fondato sul Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi (TUSMA, d.lgs. 208/2021, artt. 41-43) e coordinato con il Digital Services Act europeo, rappresenta il passaggio da un quadro di regole enunciate a un sistema di enforcement operativo, con obblighi precisi e sanzioni graduate.
La novità più significativa riguarda il rapporto tra brand e creator nelle comunicazioni commerciali. La presunzione di responsabilità si inverte: se un contenuto sponsorizzato non rispetta le regole di trasparenza, l'azienda committente è considerata co-responsabile per difetto, salvo dimostri di aver attuato un processo di due diligence documentato e verificabile. Nella prima fase del Codice la responsabilità primaria ricadeva sul creator, con un coinvolgimento del brand limitato ai casi di direzione esplicita del contenuto. Da maggio 2026 il brand diventa co-rispondente a pieno titolo.
📋 Il registro obbligatorio degli influencer rilevanti
L'AGCOM ha reso obbligatoria l'iscrizione nell'Elenco pubblico degli influencer rilevanti per i creator che superano almeno una delle seguenti soglie su una singola piattaforma: 500.000 follower oppure 1.000.000 di visualizzazioni medie mensili, calcolate come media aritmetica dei sei mesi precedenti. Il superamento della soglia su una sola piattaforma fa scattare gli obblighi su tutte le piattaforme utilizzate dal creator.
Il termine per l'iscrizione era fissato al 5 febbraio 2026. L'elenco viene aggiornato con cadenza semestrale (15 aprile e 15 ottobre) e non costituisce un albo professionale, ma un registro di trasparenza. Il processo prevede verifica dell'identità, evidenza documentata dell'audience, dichiarazione delle attività commerciali e accettazione formale del Codice di condotta, con rilascio di un identificativo unico da inserire nei metadati dei contenuti sponsorizzati.
La mancata iscrizione, quando dovuta, comporta sanzioni amministrative graduate fino a 250.000 euro per violazione persistente. L'obbligo di conformità al Codice opera dal momento in cui ricorrono i presupposti soggettivi: l'eventuale mancata iscrizione formale non esclude la rilevanza delle condotte.
🏷️ Il sistema TC ESI: etichette strutturate al posto degli hashtag
La fase 2 formalizza il sistema TC ESI (Trasparenza Commerciale – Esposizione Sostenuta da Imprese), che sostituisce le disclosure non strutturate tramite hashtag come #ad o #sponsored. Il formato standardizzato consente all'AGCOM di effettuare audit automatizzati sulla conformità dei contenuti pubblicati.
Le etichette si declinano in quattro varianti a seconda del rapporto commerciale sottostante:
- TC ESI per le sponsorizzazioni a pagamento dirette, con identificazione del brand e posizionamento in prima riga della caption
- TC ESI/AF per i rapporti di affiliazione, con dichiarazione della commissione percepita
- TC ESI/PR per l'invio di prodotti di valore materiale, con identificazione della fonte
- TC ESI/IT per i creator integrati in azienda, con dichiarazione del rapporto di lavoro
L'Allegato A al quadro normativo chiarisce un punto determinante: gli strumenti nativi delle piattaforme (Paid Partnership su Instagram, Branded Content su TikTok, Paid Promotion su YouTube) non soddisfano da soli l'obbligo di trasparenza. Il testo esplicito TC ESI deve essere sempre presente, in aggiunta alla funzione nativa della piattaforma.
🔄 Co-responsabilità dei brand: i requisiti della due diligence
Per sottrarsi alla presunzione di co-responsabilità, l'azienda deve dimostrare di aver implementato un processo strutturato e documentato. I componenti richiesti sono specifici e operativi, non meramente contrattuali: la semplice presenza di clausole di compliance nei contratti non è sufficiente se non accompagnata da azioni concrete.
Il brand deve poter esibire:
- una verifica pre-partnership del creator che includa la revisione dei contenuti passati, il controllo dello stato di registrazione nell'elenco AGCOM e la verifica di eventuali precedenti sanzionatori
- clausole contrattuali che prevedano esplicitamente gli obblighi TC ESI, la tassonomia dei contenuti, il diritto di audit, i rimedi in caso di inadempimento e l'indennità
- una revisione pre-pubblicazione del contenuto con approvazione tracciata e documentata prima dell'autorizzazione alla pubblicazione
- un monitoraggio post-pubblicazione attivo, con tracciamento dei reclami e audit sul contenuto live
- la conservazione di tutta la documentazione per un periodo minimo di tre anni
⚠️ Apparato sanzionatorio e applicazione transfrontaliera
Il sistema sanzionatorio segue un criterio di proporzionalità. Al primo episodio di non conformità l'AGCOM adotta una diffida con termine di adeguamento. Alla seconda violazione si applicano sanzioni pecuniarie fino a 250.000 euro per singola comunicazione non conforme. In caso di persistenza, l'Autorità può disporre ordini di rimozione del contenuto attraverso la cooperazione con le piattaforme prevista dal DSA, oltre al naming pubblico del soggetto inadempiente nei rapporti periodici dell'Autorità.
I criteri di graduazione tengono conto della gravità e diffusività della violazione, della reiterazione, del coinvolgimento di pubblico minorile o vulnerabile, del vantaggio economico conseguito e della tempestività delle misure correttive adottate.
Il Codice si applica anche ai creator basati fuori dall'Italia che targetizzano strutturalmente il pubblico italiano. I fattori del test di targeting includono la lingua del contenuto, la composizione dell'audience, le partnership con brand di rilevanza commerciale italiana e le tematiche trattate. I brand che ingaggiano creator esteri per campagne rivolte al mercato italiano devono includerli nella propria postura di compliance. L'enforcement può operare tramite sanzione amministrativa diretta, cooperazione DSA con le piattaforme ospitanti, coordinamento con il regolatore del paese di residenza del creator e segnalazioni incrociate alle autorità di protezione dei consumatori e dei dati personali.
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