Nome dell'autore: Dott.ssa Bosatra

Donna in strada con smartphone, query di ricerca Google convergono in un profilo digitale che invia dati a OpenAI, Bing e DuckDuckGo.
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Aperitivo, yoga, voli low cost: ecco come le tue query su Google ti identificano anche senza nome

Il Digital Markets Act spinge Google a condividere i dati di ricerca con i concorrenti per aprire il mercato, ma il GDPR pretende che quei dati restino davvero anonimi. Il punto d'incontro è la qualità tecnica dell'anonimizzazione, oggi messa in crisi dall'AI. Come si bilancia concorrenza e protezione del dato quando bastano due ore per risalire all'utente?
Mano che tiene uno smartphone con feed social, flusso di dati luminosi diretto verso il logo Meta sullo sfondo.
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Dal 27 maggio Meta usa i tuoi post pubblici per addestrare l’AI: ecco perché il silenzio vale come un sì

Meta invoca il legittimo interesse per addestrare la propria AI con i contenuti pubblici degli utenti europei, mentre le autorità privacy e noyb chiedono un consenso esplicito e preventivo. Il punto di equilibrio passa dal diritto di opposizione e dalla sua effettività concreta. Ma quanto può reggere un modello opt-out di fronte alle regole del GDPR sulla libertà del consenso?
Creator in studio luminoso registra un video con smartphone su ring light, circondata da prodotti brand in omaggio e etichetta ADV sullo schermo.
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Influencer e pubblicità occulta: le FAQ AGCOM abbassano la soglia, ora basta un prodotto in regalo per far scattare le regole

Per anni l'influencer marketing ha vissuto in una zona grigia tra contenuto spontaneo e comunicazione commerciale, con disclosure spesso affidate a formule vaghe o a un semplice tag. Le FAQ AGCOM ridisegnano questo equilibrio applicando un criterio sostanziale: ogni vantaggio economico, anche un omaggio, qualifica il contenuto come pubblicità. Ma come si traducono questi principi nella quotidianità di brand, agenzie e creator?
Flusso di annunci fraudolenti da smartphone bloccato da barriera con bilancia della giustizia, sfondo digitale blu
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15 miliardi di annunci truffa al giorno su Facebook e Instagram: la contea di Santa Clara porta Meta in tribunale

Meta dichiara di combattere le truffe sulle proprie piattaforme, ma documenti interni rivelano che l'azienda monetizza consapevolmente miliardi di annunci fraudolenti attraverso lo stesso sistema di targeting usato per la pubblicità legittima. La contea di Santa Clara interviene con un'azione legale senza precedenti, chiedendo la cessazione delle pratiche e sanzioni aggravate. Se il modello pubblicitario si fonda sulla profilazione comportamentale, cosa accade quando quello stesso algoritmo viene usato per identificare e colpire ripetutamente le vittime più vulnerabili?
Dirigente aziendale e content creator firmano un documento condiviso con interfacce digitali holografiche sullo sfondo
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Post sponsorizzati fuori norma? Da maggio 2026 il brand risponde insieme all’influencer. Ecco cosa cambia con la fase 2 AGCOM

La trasparenza pubblicitaria sulle piattaforme ha sempre pesato sulle spalle dei creator, mentre i brand restavano sullo sfondo. La fase 2 del Codice AGCOM inverte questa logica, rendendo l'azienda co-responsabile per difetto e imponendo una due diligence documentata come unica difesa. Come si stanno preparando le imprese italiane a un sistema in cui ogni post sponsorizzato può generare una sanzione condivisa?
Martelletto del giudice su banconote euro davanti a TV con logo Netflix in un salotto moderno
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Hai Netflix dal 2017? Il tribunale ha stabilito che hai pagato troppo: ecco perché gli aumenti erano illegali e cosa puoi fare ora

Netflix ha aumentato i prezzi quattro volte in sette anni senza mai spiegarne le ragioni ai propri abbonati, una prassi comune a tutte le piattaforme in abbonamento attive in Europa. Il Tribunale di Roma ha dichiarato quegli aumenti illegittimi, aprendo la strada a rimborsi fino a 500€ e innescando class action in Olanda, Germania e Spagna. La Direttiva 93/13/CEE, pensata nel 1993 per i contratti assicurativi, si rivela ora l'arma più efficace dei consumatori digitali: ma fino a che punto potrà riscrivere le regole della subscription economy europea?
Interfaccia Booking.com fluttuante con risultati hotel, monete dorate e ingranaggi che rappresentano le commissioni dei Partner Preferiti.
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Prenoti su Booking fidandoti del badge “Partner Preferito”? L’Antitrust indaga: non è un marchio di qualità, ma di commissioni più alte

Il consumatore digitale legge il badge "Partner Preferito" come un filtro fiduciario, ma il criterio reale di selezione potrebbe essere economico, non qualitativo. Una possibile via d'uscita passa dalla trasparenza dei presupposti del ranking, prossima al momento della scelta. Fino a che punto la visibilità venduta può vestirsi del linguaggio della qualità senza diventare scorretta?
Flusso di dati personali estratti da un feed Facebook verso una struttura di intelligenza artificiale - class action Meta Italia
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35 milioni di utenti Facebook italiani coinvolti: il Tribunale di Milano ammette la class action contro Meta per il data scraping

533 milioni di profili Facebook esposti nel mondo, 35 milioni solo in Italia. I dati sottratti tra il 2018 e il 2019 non sono mai stati restituiti, ma oggi il contenzioso collettivo offre una via per ottenere un risarcimento. La class action ammessa a Milano segue il solco tracciato dalla Corte Federale tedesca, che ha riconosciuto il diritto al risarcimento per la sola perdita di controllo sui dati personali. Quanto peserà il precedente tedesco sulle decisioni dei giudici italiani?
Schermata di ChatGPT con banner pubblicitario sponsored e simboli di dollari – copertina avvocatodegliutenti
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ChatGPT ora ti mostra la pubblicità: 100 milioni di dollari in sei settimane e l’obiettivo di 2,5 miliardi entro fine anno. Cosa succede ai tuoi dati?

OpenAI ha costruito la fiducia di 900 milioni di utenti promettendo un assistente neutro e privato, ma ora apre alla pubblicità basata sulle conversazioni personali. Il compromesso proposto è lo stesso già contestato a Meta: gratis con ads o abbonamento senza. Se anche l'AI conversazionale adotta il modello pay-or-consent, chi garantisce che il consenso degli utenti sia davvero libero?
Smartphone con interfaccia DM Instagram, messaggi che diventano trasparenti e lucchetto aperto su scrivania bianca
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Meta rimuove la crittografia dai DM di Instagram: dal 8 maggio può leggere tutti i tuoi messaggi

Meta ha dedicato quasi un decennio alla crittografia end-to-end su tutte le sue piattaforme, ma su Instagram la funzione è rimasta nascosta tra livelli di menu, quasi introvabile. Ora la elimina del tutto, riaprendo la porta a scansione automatica, profilazione pubblicitaria e addestramento AI sui messaggi privati di 2 miliardi di utenti. Se la bassa adozione è la giustificazione ufficiale, la pressione commerciale e normativa racconta un'altra storia: fino a che punto una piattaforma può ritirare un impegno pubblico sulla privacy senza conseguenze?
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