ChatGPT ora ti mostra la pubblicità: 100 milioni di dollari in sei settimane e l’obiettivo di 2,5 miliardi entro fine anno. Cosa succede ai tuoi dati?

Schermata di ChatGPT con banner pubblicitario sponsored e simboli di dollari – copertina avvocatodegliutenti

OpenAI ha costruito la fiducia di 900 milioni di utenti promettendo un assistente neutro e privato, ma ora apre alla pubblicità basata sulle conversazioni personali. Il compromesso proposto è lo stesso già contestato a Meta: gratis con ads o abbonamento senza. Se anche l'AI conversazionale adotta il modello pay-or-consent, chi garantisce che il consenso degli utenti sia davvero libero?

💬 La svolta pubblicitaria di OpenAI

OpenAI ha aperto le porte alla pubblicità su ChatGPT. Il programma, lanciato a febbraio 2026 negli Stati Uniti per gli utenti dei piani gratuito e Go, ha superato i 100 milioni di dollari di ricavi annualizzati in sole sei settimane, con oltre 600 inserzionisti già attivi sulla piattaforma. Secondo le proiezioni interne riportate da Reuters il 9 aprile, l'azienda punta a 2,5 miliardi di dollari di ricavi pubblicitari entro la fine del 2026 e a 100 miliardi entro il 2030. Ad aprile si apre l'accesso self-serve, che consente a qualsiasi inserzionista di acquistare direttamente spazi pubblicitari sulla piattaforma senza passare da un programma gestito.

Sam Altman, CEO di OpenAI, in passato si era dichiarato contrario alla pubblicità come modello di business per l'intelligenza artificiale. Il cambio di rotta è dettato dai costi enormi dell'infrastruttura necessaria a sostenere un servizio utilizzato da circa 900 milioni di utenti, con l'obiettivo dichiarato di raggiungere 2,75 miliardi di utenti settimanali entro il 2030. La pubblicità viene così presentata come lo strumento per garantire accesso gratuito all'AI a una platea più ampia, seguendo il percorso già tracciato da Google e Meta.

📎 Come funziona il sistema pubblicitario

Gli annunci vengono posizionati sotto le risposte di ChatGPT, separati visivamente dal contenuto generato dall'AI e contrassegnati con l'etichetta "sponsored". OpenAI ha descritto il sistema nel dettaglio sul proprio blog ufficiale: la personalizzazione degli annunci si basa su tre elementi, ossia il tema della conversazione in corso, le chat precedenti dell'utente e le interazioni con annunci già visualizzati.

Il costo di ingresso nella fase pilota è di 60 dollari per mille impressioni (CPM), con un investimento minimo di 200.000 dollari. Al momento meno del 20% degli utenti idonei vede effettivamente annunci ogni giorno, nonostante circa l'85% sia tecnicamente eleggibile. I piani a pagamento Plus, Pro, Business ed Enterprise restano privi di pubblicità. Gli utenti del piano gratuito che non vogliono vedere annunci possono rinunciare ad alcune funzionalità, ma la via principale per un'esperienza senza ads rimane l'abbonamento.

🛡️ Le garanzie dichiarate da OpenAI

OpenAI ha definito cinque principi a cui dichiara di attenersi nella gestione della pubblicità: allineamento alla missione aziendale, indipendenza delle risposte dall'influenza degli inserzionisti, privacy delle conversazioni, scelta e controllo per l'utente, e priorità al valore a lungo termine rispetto ai ricavi immediati. In termini pratici, l'azienda afferma che le conversazioni non vengono condivise con gli inserzionisti, che ricevono esclusivamente dati aggregati come il numero di visualizzazioni e di clic.

Gli utenti possono disattivare la personalizzazione pubblicitaria, eliminare i dati usati per il targeting, segnalare inserzioni non pertinenti e chiudere qualsiasi annuncio. La piattaforma non mostra pubblicità in relazione ad argomenti considerati sensibili, tra cui salute, salute mentale e politica. I profili riconducibili a utenti minorenni vengono esclusi dalla visualizzazione degli annunci.

⚠️ I punti di criticità nel modello

Le garanzie di OpenAI si basano su una promessa di separazione tra il contenuto generato dall'AI e l'attività pubblicitaria, ma diversi osservatori hanno evidenziato potenziali criticità. Business Insider ha osservato che, per il momento, OpenAI dichiara di non utilizzare dati esterni alla piattaforma per il targeting, ma che sarebbe sorprendente se questa posizione rimanesse invariata nel tempo. La personalizzazione basata sulle conversazioni precedenti rappresenta di per sé una forma di profilazione comportamentale, anche se limitata all'ambiente interno della piattaforma.

ChatGPT non è un motore di ricerca tradizionale. Gli utenti vi condividono informazioni personali in modo diretto e dettagliato: dubbi professionali, scelte di acquisto, problemi di salute, valutazioni finanziarie. Il contesto conversazionale è per sua natura più intimo e specifico rispetto a una query di ricerca su Google o alla navigazione di un feed social. Utilizzare quel tipo di informazioni, anche in forma aggregata, come base per la selezione di annunci pubblicitari, solleva questioni sulla reale natura del rapporto tra utente e piattaforma.

⚖️ Il nodo europeo e il precedente Meta

Il programma pubblicitario di ChatGPT è attualmente attivo solo negli Stati Uniti, con piani di espansione verso Canada, Australia e Nuova Zelanda. Un'eventuale estensione all'Europa porrebbe tuttavia problemi significativi sul piano del GDPR. La privacy policy europea di OpenAI, aggiornata il 1° aprile 2026, prevede la possibilità di utilizzare i dati delle interazioni per "migliorare i servizi" e "fornire contenuti pertinenti", formula che potrebbe includere la personalizzazione pubblicitaria.

Il modello proposto da OpenAI ricalca lo schema già adottato da Meta: servizio gratuito con pubblicità personalizzata oppure abbonamento a pagamento senza annunci. Questo schema è stato più volte contestato in Europa. Il BEUC, l'organizzazione europea dei consumatori, ha pubblicato a marzo 2026 un'analisi di 13 pagine in cui sostiene che il modello di Meta, anche dopo le modifiche introdotte a gennaio, non garantisce un consenso realmente libero ai sensi del GDPR e della direttiva sulle pratiche commerciali sleali. Se OpenAI replicasse questo approccio in Europa, si esporrebbe alle stesse contestazioni.

Il Garante privacy italiano aveva già contestato a OpenAI violazioni del GDPR nel 2024, con particolare riferimento alla mancanza di trasparenza nei trattamenti e alla violazione dei principi di privacy by design e by default. L'introduzione della pubblicità aggiungerebbe un ulteriore livello di complessità a un rapporto già segnato da criticità regolatorie.

📊 Il confronto con il mercato e la posta in gioco

Le proiezioni di OpenAI collocano l'azienda in diretta competizione con i due maggiori attori del mercato pubblicitario digitale globale. Google ha generato circa 295 miliardi di dollari di ricavi pubblicitari nel 2025, mentre Meta ha superato i 196 miliardi nello stesso periodo. OpenAI parte da una base molto più ridotta, ma la velocità con cui il programma ha raggiunto i primi 100 milioni di ricavi annualizzati indica un forte interesse da parte degli inserzionisti per un canale in cui l'utente si trova già in una fase attiva di valutazione, confronto e decisione.

Anthropic, azienda concorrente e sviluppatrice del chatbot Claude, ha scelto una strategia opposta, posizionandosi esplicitamente come alternativa priva di pubblicità e facendone un elemento di differenziazione commerciale. La scelta di OpenAI di percorrere la strada della monetizzazione pubblicitaria ridefinisce il rapporto tra utente e assistente AI: quando le risposte restano gratuite ma il modello di business si fonda sulla vendita di attenzione agli inserzionisti, la linea tra risposta utile e risposta orientata al profitto diventa progressivamente più sottile.

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