L'11 maggio 2026 la contea di Santa Clara, in California, ha depositato una causa civile contro Meta Platforms presso la Superior Court locale. L'azione — la prima di questo tipo promossa da un civil prosecutor locale negli Stati Uniti — accusa Facebook e Instagram di ospitare consapevolmente pubblicità fraudolenta su scala industriale, in violazione delle leggi californiane sulla pubblicità ingannevole e sulle pratiche commerciali scorrette.
La causa si inserisce in un momento di pressione giudiziaria senza precedenti su Meta: a marzo 2026 una giuria californiana ha riconosciuto la responsabilità dell'azienda per design addictivo verso minori, mentre la Consumer Federation of America ha avviato un'azione parallela sulle stesse pratiche pubblicitarie fraudolente.
🔍 I documenti interni di Meta
Il fondamento probatorio della causa è costituito da documenti riservati di Meta, rivelati da un'inchiesta Reuters pubblicata nel novembre 2025. Secondo queste carte, l'azienda ha stimato internamente che nel 2024 circa il 10% dei propri ricavi pubblicitari totali proveniva da annunci per truffe e beni vietati.
I numeri contestati nel complaint depositato dalla contea di Santa Clara sono significativi. Meta avrebbe generato 7 miliardi di dollari annui da pubblicità classificata internamente come "ad alto rischio". Le piattaforme Facebook e Instagram mostrerebbero ogni giorno circa 15 miliardi di scam ads ai propri utenti. I consumatori californiani hanno subito perdite per 2,5 miliardi di dollari nel solo 2024 a causa di annunci fraudolenti. Gli anziani risultano colpiti in modo sproporzionato da schemi crypto, finti prodotti finanziari, cure per malattie incurabili e impersonificazioni di celebrità che richiedono denaro.
Per collocare questi numeri nel loro riferimento economico: Meta ha chiuso il 2025 con ricavi complessivi di circa 201 miliardi di dollari, di cui 196 miliardi derivanti dalla sola pubblicità. Nel 2026 l'azienda è destinata a superare per la prima volta Google nei ricavi pubblicitari globali, raggiungendo 243 miliardi contro 239.
⚙️ Il meccanismo contestato
L'aspetto più rilevante della causa riguarda la descrizione del sistema attraverso cui Meta gestirebbe la pubblicità fraudolenta. Secondo il complaint, il funzionamento opera su più livelli coordinati.
Il sistema interno di Meta segnala automaticamente gli annunci che presentano elevata probabilità di essere fraudolenti. Tuttavia, anziché procedere al blocco, l'azienda bandirebbe soltanto gli inserzionisti per i quali esiste una certezza del 95% di frode. Per tutti gli altri — quelli sotto questa soglia — viene applicato un sovrapprezzo per la pubblicazione dell'annuncio, trasformando di fatto la segnalazione di rischio in un meccanismo di monetizzazione.
L'algoritmo di targeting opera poi un secondo livello di danno: ripropone le stesse tipologie di truffe agli utenti che hanno già interagito con annunci fraudolenti simili. Questo equivale, secondo l'accusa, a una profilazione comportamentale delle vittime, dove il sistema identifica i soggetti più vulnerabili e li espone ripetutamente.
A completare il quadro, il complaint descrive ulteriori elementi del sistema:
- i sistemi di AI generativa di Meta assistono i truffatori nella creazione rapida di annunci convincenti
- una rete di "trusted business partners" conferisce legittimità apparente agli inserzionisti fraudolenti, proteggendoli dall'enforcement
- intermediari ("middlemen") vendono account protetti per posizionare annunci fraudolenti al riparo dai controlli
- Meta ha ridotto il personale dedicato alla lotta anti-frode e ha istituito "guardrails" interni per bloccare le iniziative di contrasto se il loro costo in termini di mancati ricavi risultava eccessivo
- l'azienda non ha adottato sistemi di verifica universale degli inserzionisti già implementati da altri operatori del settore, tra cui Google
📊 Le richieste della contea
La contea di Santa Clara agisce per conto di tutti i residenti della California e formula tre ordini di richieste al tribunale. Chiede un'injunctive relief, ovvero un ordine giudiziario di cessazione immediata delle condotte illecite. Chiede la restitution delle somme sottratte ai consumatori attraverso il sistema di scam ads. Chiede infine civil penalties con aggravamento specifico per i danni arrecati ad anziani e soggetti vulnerabili.
L'azione è condotta dal County Counsel Tony LoPresti con il supporto di tre studi legali esterni: Bernstein Litowitz Berger & Grossmann, Renne Public Law Group e Bishop Partnoy. La contea mantiene il pieno controllo decisionale sul procedimento.
🛡️ L'inganno verso gli utenti
Un elemento autonomo della causa riguarda le dichiarazioni pubbliche di Meta sulla lotta alle truffe. L'azienda afferma costantemente che il contrasto agli scam ads è la sua priorità e che ogni annuncio viene rigorosamente verificato prima della pubblicazione. Secondo la contea, queste rassicurazioni costituiscono parte integrante della condotta ingannevole: servono a nascondere al pubblico la reale entità del profitto derivante dalla pubblicità fraudolenta.
I documenti interni confermerebbero questa lettura: Meta avrebbe stimato nel 2024 che eventuali sanzioni fino a 1 miliardo di dollari sarebbero rimaste comunque inferiori ai ricavi generati dalle scam ads. Le penalità regolatorie vengono dunque trattate come un semplice costo operativo assorbibile dal modello di business.
⚖️ La posizione di Meta
Meta respinge integralmente le accuse. Il portavoce Andy Stone ha dichiarato che la causa "si basa su articoli Reuters che distorcono le nostre motivazioni e ignorano la gamma completa di azioni che intraprendiamo ogni giorno contro le truffe". L'azienda afferma di aver rimosso 159 milioni di annunci truffa nel 2025 e di collaborare attivamente con le forze dell'ordine a livello globale.
La causa rappresenta un test per la tenuta del modello pubblicitario delle grandi piattaforme quando il sistema di profilazione e targeting — nato per la pubblicità legittima — viene contestato come strumento che amplifica e perpetua la frode a danno degli utenti.
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